7 modi per farti odiare dal tuo proofreader


La revisione è uno step obbligato nella cura di un testo. Si tratta, tuttavia, di un’attività complessa e per nulla scontata: dopo più riletture, l’occhio si stanca e difficilmente, da soli, si riescono a cogliere tutti gli errori.
La figura di un proofreader esterno, che ricontrolli scrupolosamente il lavoro finale prima di inviarlo al cliente, si rivela perciò indispensabile. Il suo compito consiste nel limare, rifinire e levigare; è l’autore, però, che deve preoccuparsi di forgiare l’intero manufatto, scomponendo e ricomponendone le parti fino a ottenere una struttura solida e convincente. Si presume che il testo inoltrato al proofreader sia già la versione finale di un processo di editing e che non contenga alcun errore formale, ma solo piccole sviste nella digitazione. In caso contrario, cioè a fronte di editing grossolani e incompiuti, è facile far perdere le staffe al proprio proofreader, che si trova costretto a sovrapporsi all’autore e a rimettere mano al testo. Ma[…]

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